Archivio per gennaio, 2008

Siccome sono un informatico, come molti dicono, mi piace leggere cose come questa:

— Avevo duecento giorni di uptime su Greedo — disse Van. Greedo era il server più vecchio dell’armadio, risaliva al tempo in cui battezzavano i computer secondo i personaggi di Star Wars. Poi erano passati ai Puffi e, visto che anche i Puffi erano finiti, avevano iniziato con i personaggi di McDonaldland: il primo era stato il portatile di Van, il Maggiore McCheese.
— Greedo risorgerà — disse Felix. — Ho un 486 giù da basso che ha oltre cinque anni di uptime. Mi spezza il cuore doverlo riavviare.
— Per che straminchia lo usi un 486?
— Per niente. Ma come si fa a spegnere una macchina con cinque anni di uptime? È come staccare la spina a tua nonna.

… perchè mi piace questo pezzo?
Perchè pochi possono “gustare” l’amaro nel riavviare un 486 online da 5 anni… e io l’ho provato 😀

Basta dire fesserie … eh …

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LEGO-DAY

Oggi è il LEGO-DAY, i miei, nostri amati mattoncini, compiono 50 anni!

CURIOSITA' - In occasione dei suoi dieci lustri, il mattoncino fa un primo bilancio di vita, che è ancora positivo, nonostante una crisi dell’azienda nel 2003 (la società dichiara un deficit di 188 milioni di dollari, che si allarga nel 2004, dopo due diverse presidenze). Oggi si sfornano 19 miliardi di costruzioni all’anno. Ogni abitante della Terra possiede in media 62 mattoncini e la Lego è considerata la più grande azienda produttrice di pneumatici al mondo, con i suoi 306 milioni di ruote all’anno. Altre curiosità? I personaggi Lego che popolano la Terra sono 4 miliardi. Con 6 mattoncini 2x4 si possono ottenere 915 milioni di combinazioni, mentre unendo uno sull’altro 40 miliardi di mattoncini, si potrebbe raggiungere la Luna. Più fantasia di così, si muore.

Anche google festeggia:

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Auguri!

(via) Dedicato alle neomamme/neopapà (perchè anche loro ci mettono del proprio nell’essere padri, anche se le mamme dicono poi di no …) una corretta serie di “istruzioni per l’uso”

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Five Whys

To reach this sweet spot, we borrowed an idea from Sakichi Toyoda, the founder of Toyota. He calls it Five Whys. When something goes wrong, you ask why, again and again, until you ferret out the root cause. Then you fix the root cause, not the symptoms.

Interessante l’approccio, forse più post-mortem, per la risoluzoine dei problemi su qualsiasi sistema.

A volte, parlo nel mio caso, si cerca di avere una approccio diretto, soprattutto se hai il tempo che stringe (come è successo dove ho preso l’ispirazione per il post) però funzionale.

A memoria del prossimo cliente che chiama: “non mi va … ” (aggiungete voi quello che volete 🙂 )

… e meno male!

C’è in palio un premio, per chi indovina i nomi (postando le url) dei due blogger pubblicati nella foto.

Siori e siore …