Mi è sembrato un buon modo per rimettersi a dire: “Iniziamo a pensare nuovamente, inventiamo”

LEGO © ci è arrivata con questo video:

In questo video, Jeff Bezos fondatore di amazon.com spiega come sono andati, cosa sono stati i primi anni di amazon.com

Ne fa una carrellata di vecchi e nuovi, che sinceramente non ho mai sentito ma di cui son sempre stato curioso, ecco perchè presto comprerò il libro.

Quelli citati sono:

…i dipendenti di Amazon nessuno ha avuto una VERA SCRIVANIA per anni, perché si RECICLAVANO LE PORTE degli UFFICI per farne ripiani delle scrivanie?

La discussione importante è anche quella che nasce nei commenti e che mi sento di sottoscrivere e riassumere in: in Italia questo non sarebbe stato possibile.

Grazie a leeander per la segnalazione!

… si perchè 40 anni fa, il 21 luglio in Italia (21 luglio 1969, 2:39:33 UTC) l’uomo, nella persona di Armstrong metteva piede sulla luna, pronunciando la fatidica frase:
“That’s one small step for [a] man, one giant leap for mankind. “

40 anni di successi perchè forse ben pochi sanno che da quell’esperienza e per arrivare a quell’esperienza ci furono molte persone che inventarno, realizzarono parecchia tecnologia per collaborare al coronamento di quell’impresa.

Di questa tecnologia oggi è stato rilasciato il codice sorgente (qui, qui e qui) del computer di bordo del Command Module code (Comanche054), il modulo di comando e del Lunar Module (Luminary099) che originariamente giravano sul computer di bordo del modulo LEM e del CM

Scannerizzati e trascritti per girare sull’emulatore AGC emulator tutto a cura del progetto Virtual AGC and AGS

Un video di esempio mostra il suo funzionamento:

In occasione dell’uscita (un mese fa) di “TOP 500”, la classifica dei 500 supercomputer più potenti al mondo, almeno quelli dichiarati (non compare neanche un super-macchina dell’NSA mi pare strano … ) è uscita qui una carrellata dei 10 supercomputer più potenti degli ultimi 40 anni.

Fa strano non vedere lo WARP ma c’è un suo “collega”, “the Connection Machine”

[Fonte http://www.infoservi.it/piccola-storia-del-supercomputing/1090 ]

Anche io ho ceduto alla tentazione di usare un iphone, almeno per alcuni movimenti nel web.

Stay tuned

Intervistato sulla questione, il brillante matematico John Nash, da cui è tratto il film “A Beautiful Mind“, interviene dicendo:

Non sono i modelli creati dai matematici per costruire gli strumenti finanziari sempre più complessi ad avere trascinato il mondo nel baratro, la responsabilità è dichi li ha usati in modo avido e irrazionale

Forse ci stiamo accorgendo che una buona dose di apertura alle tecnologie, sui metodi e sulle conoscenze che esulano il mio preciso percorso formativo (scuola, università, ambito lavorativo) aiuta in campi diversi il sapere colletivo, e lo fa per così dire progredire.

Il rischio diventa però poi un altro:

È il tema della diversità tra i soggetti che sviluppano i modelli e coloro che poi li gesticono, quotidianamente. Penso che un upgrade di competenze, oserei dire culturale, di questi ultimi è fondamentale. Non si possono usare questi modelli senza capirne la reale portata.

Che ne pensate ?

Questo video mi h fatto sorridere E quindi iniziare bene la giornata … con il sorriso:

Quello che mi ha fatto “ROFTL” è il fonico sulla tavola dei dolci, sarà perchè mi immedesimo in lui😉

PS: nota Nerd: guardatelo in HD

Ogni anno ci troviamo, insieme alla mia famiglia, a deliberare i piani per la conquista del mondo.

So che Mappy aspettavamo questo momento da sempre.

Il resto qui

 

direttivo per la conquista del mondo

direttivo per la conquista del mondo

Leggendo il blog di Maestrini per caso, l’articolo “Infomerciami ma non eyeballarmi“ mi ha fatto riflettere sullo shopping online e su come venga percepito l’advertising in Italia, meglio l’online advertising.

Il risultato è che partono email come questa: “guardi lo spazio di membro“ che rendono sempre più difficile raggiungere, stuzzicare l’utente finale.

Ma un post ancor più interessante sul tracking degli utenti, per studiarne i consumi e costruire una profilazione dettagliata degli utenti è descritto in questo post, su cui mi sento di condividere una frase in particolare.

Si potrebbero raccogliere informazioni da terze parti, ad esempio “social network”: se penso a quello che un commesso librario potrebbe offrirmi dopo essersi studiato il mio account di Anobii, mi viene la pelle d’oca: potrebbe darmi titoli di libri che io non potrei rifiutarmi di acquistare.

Ultimamente tengo molto alla nostra identità online e a come si può capirne di più.

Detto questo, sono il primo che non rinuncia a scrivere su Faccialibro, caricare flickr, condividere feed e in primis scrivere su twitter.

Ho chiaccerato parecchie volte con amici, familiari che mi chiedono come google possa sopravvivere, come si possa tenere in piedi un impero, offrendo dei servizi: google search, reader, product, gmail, and so on.

La risposta è rinchiusa in questo post.

e il riassunto è questo:

But in order to get there, Google needs you to change. They need you to drop your resistance to being listened to, tracked and monitored at all times. They want you to be the best product you can possibly be. Google’s customers will love you.

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